tombe nel Dorotheenstädtischer Friedhof

Necroturisti a Berlino, il racconto della scoperta di una città

Oggi vi parlerò di una storia d’amore. Una storia d’amore tra un uomo, Stefano, e un città,  Berlino.

Stefano mi scrive e mi segnala il suo blog, interamente dedicato a questa affascinante città. Molti post sono dedicati proprio ai cimiteri di Berlino. Una fonte di informazioni notevole, con descrizioni dettagliate, immagini scattate durante i sopralluoghi e un’infinità di suggerimenti, dritte e consigli per vivere al meglio la città.

La storia di Stefano è sicuramente singolare, e così mi racconta come è nato questo amore:

Sono un 50enne, romano, sposato, ho fatto il liceo scientifico e sono mezzo sociologo (nel senso che ho dato circa la metà degli esami prima di abbandonare), ho casa invasa da migliaia di CD e LP, amo viaggiare, andare ai concerti, avere furetti in giro per casa e gestire i miei blog. Per caso, nel senso che ho sempre viaggiato molto, e, dopo esserci stato una prima volta quando ancora era divisa dal muro, sono tornato a Berlino con mia moglie nel 2007. Abbiamo trovato una città molto cambiata e molto viva. Ed è subito scoppiato l’amore.

Come è nata l’idea del tuo blog?

Al ritorno dal primo viaggio eravamo così entusiasti della città da voler condividere le nostre piccole esperienze con amici e parenti. Essendo contrari da sempre al rituale delle diapositive o della visione di migliaia di foto, con relativo “sequestro” dei conoscenti, abbiamo pensato che sarebbe stato molto più interessante scrivere tutto in un blog dando poi la possibilità agli interessati di sfogliarlo ed esplorarlo con tutta la calma e la libertà possibili.
Il blog ci sembra un medium molto poco invasivo e rispettoso della volontà altrui (oltre che usufruibile in maniera del tutto libera senza un inizio e una fine prefissati)

Quando hai iniziato a dedicare spazio anche ai cimiteri?

Durante i primi viaggi ci siamo dedicati ai luoghi della città più celebrati e consigliati dalle guide. Col tempo abbiamo invece iniziato a praticare una forma di turismo che potremmo definire “di profondità” e dal quinto viaggio i cimiteri sono diventati parte abituale delle nostre vacanze.

Cosa ti affascina di questi luoghi?

Mi sono innamorato dei cimiteri fin da giovanissimo, inizialmente per la possibilità di scattare foto interessanti e molto particolari. Poi ho iniziato ad apprezzare la pace e la tranquillità di questi luoghi (vere e proprie isole dentro le città), la loro dimensione artistico-architettonica e tutta una serie di aspetti socio-antropologici che si potrebbero sintetizzare nella frase “i morti ci parlano dei vivi”.

Ne hai uno preferito su tutti?

Se parliamo in generale proprio non saprei. Sono molto affezionato alla parte monumentale del Verano, qui a Roma, ho ricordi molto intensi del cimitero militare inglese di Anzio, del cimitero ebraico di Praga, del Père-Lachaise parigino, del Monumentale a Torino…
Se invece ci limitiamo a Berlino direi che il cosiddetto “cimitero dei senza nome” è davvero un luogo unico e dove si vivono emozioni fortissime.

 tombe nel "Cimitero dei senza nome" (Friedhof Grunewald-Forst noto anche come Friedhof der Namenlosen o Selbstmörderfriedhof)
tombe nel “Cimitero dei senza nome” (Friedhof Grunewald-Forst noto anche come Friedhof der Namenlosen o Selbstmörderfriedhof)

Puoi dare a chi legge qualche consiglio su come visitare i cimiteri a Berlino?

Berlino, a differenza di Roma e delle grandi città italiane, tende ad avere molti “cimiteri di quartiere”, piuttosto che uno o due grandi (a volte enormi) luoghi dedicati a questo scopo. Se volete praticare il necroturismo a Berlino sappiate che praticamente ovunque ci possono essere dei cimiteri piccoli, curati, immersi nel verde, dove è possibile trovare piccole e grandi meraviglie.

la tomba di Marlene Dietrich nello Städtischer Friedhof III

Qualche suggerimento per vivere Berlino in modo inusuale?

Mi ricollego, in parte, a quanto detto prima. Berlino è una città policentrica. E’ sbagliato pensare che ci sia un centro storico circondato dalle periferie, come canonicamente accade nelle capitali europee. Anche lontani dal quartiere considerato centrale, Mitte, ci sono angoli bellissimi: piccoli quartieri con i loro parchi, i loro musei e il loro centro storico spesso incantevole e antico quanto, e a volte più, delle zone più centrali. Non limitatevi a passeggiare tra Alexanderplatz e il Bundestag.

Quando si visita questa straordinaria capitale, cosa non bisogna assolutamente lasciarsi sfuggire?

Oltre alle visite, diciamo così, più scontate suggerisco di dedicare del tempo al Judisches museum (ci troverete molto più di quello che state pensando), un passaggio nell‘imponente Memoriale sovietico all’interno del Treptower Park e una visita alla deliziosa Pfaueninsel (l’Isola dei Pavoni all’interno del fiume Havel). Senza trascurare le tante bellezze naturalistiche della città, particolarmente i laghi e le foreste.

tombe nel Dorotheenstädtischer Friedhof
tombe nel Dorotheenstädtischer Friedhof
il Memoriale dell'Esercito sovietico (Sowjetisches Ehrenmal) nel Treptower Park
il Memoriale dell’Esercito sovietico (Sowjetisches Ehrenmal) nel Treptower Park

Che rapporto hai con questa città?

Sono nato e cresciuto in una grande città come Roma e non potrei mai vivere in un piccolo paese o in una cittadina di poche migliaia di abitanti. A Berlino trovo tutti i vantaggi, le opportunità e le positività di una grande capitale, di una metropoli, senza la presenza degli aspetti negativi (o perlomeno riducendoli quanto possibile). E in questo la preferisco non solo a Roma, ma anche a Parigi e Londra (ovviamente sono opinioni personali, legate alla mia idea di città ideale e non affermazioni assolute).

Non so voi, ma io dopo il racconto di Stefano, ho una gran voglia di visitare Berlino alla luce dei suoi preziosissimi consigli!

2 pensieri su “Necroturisti a Berlino, il racconto della scoperta di una città”

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