TOMBA DELMAS Ultimo bacio, 1909 LUIGI ORENGO

L’arte dell’Ombra. Come appassionarsi ai cimiteri attraverso la fotografia

INTERVISTA A MARCO CASIRAGHI
A volte mi ritrovo così concentrata in cerca dell’ispirazione che accadono cose strane. Qualche tempo fa, mentre ero immersa nello studio di alcune sculture funerarie, sono stata piacevolmente sorpresa da una e-mail.
Era Marco, un talentuoso fotografo appassionato di cimiteri. Wow, in un attimo mi sono detta, questo è proprio bravo, voglio saperne di più. Così, molto gentilmente, Marco ha accettato di rispondere alle mie domande.

Devo ammettere che sono sempre molto interessata a scoprire e conoscere le ragioni che portano altre persone a condividere questo mio interesse per i cimiteri.
Ogni volta è una scoperta e la conferma che certi animi sensibili riescono a cogliere l’intrigante fascino di questi “giardini delle Ombre” come ama definirli Marco Casiraghi.

Dunque Marco, come sei arrivato a dedicarti con così tanta passione alla fotografia?
Sono nato a Milano e ho avuto una formazione scolastica piuttosto variegata. Studi professionali e poi liceo classico mentre lavoravo. In passato ho lavorato per molti anni in una tipografia. Attualmente mi occupo di fotografia a livello semi-professionale, effettuo servizi fotografici come free-lance. Nel 2005, dopo un breve periodo di insegnamento con la guida di Paola Rizza, ho cominciato un percorso artistico individuale con Giuliana Traverso, a Genova.
Il mio interesse fotografico si rivolge a molti aspetti della realtà, dai ritratti ad una più “generica” fotografia di ricerca personale. Per arrivare anche ai cimiteri.

E come ci sono finiti i cimiteri in questa tua personalissima ricerca estetica?
Il mio interesse per i cimiteri risale a quando ero bambino. Andavo in vacanza in un piccolo paese della Val d’Intelvi. La passeggiata serale, quasi sempre, era diretta verso i due piccoli cimiteri del luogo, e mi piaceva immergermi nella quiete e nel silenzio del posto. La fascinazione per le statue consumate dal tempo e le piccole storie che si trovano nei cimiteri sono arrivate di conseguenza. Molti anni dopo sentii parlare di Staglieno, e ovviamente anche del Monumentale di Milano. E’ stato amore a prima vista.
Così nel 2005, presso la Libreria Odradek di Milano, si è tenuta la mia prima personale, intitolata “Variazioni sui Giardini delle Ombre“. La mostra consisteva in una serie di suggestive immagini delle sculture del Cimitero Monumentale di Staglieno, Genova.
Nel 2007 la stessa mostra è riproposta dallo storico negozio di fotografia “Giovenzana” nell’ambito dell’iniziativa “Images on the Road”.
Nel 2009 segue un’altra personale intitolata “Il mio cuore messo a nudo“, una ricerca sull’ambiguità e l’incertezza dell’esistere. Si tratta di una lunga serie di ritratti e auto-ritratti così come delle “presenze” incontrate durante i suoi lunghi vagabondaggi cimiteriali.

Cosa ti affascina di più di questi luoghi così speciali?
Di sicuro la grande libertà espressiva che si respira ammirando queste opere. Si dovrebbe sfatare il mito che i cimiteri siano luoghi tristi o brutti: soprattutto quelli monumentali hanno un’attrattiva particolarissima. Sempre più si sente definirli come musei a cielo aperto. A me piace chiamarli “Giardini delle Ombre”. Di fatto molto spesso sono dei veri e propri giardini, ricchissimi di sculture che non hanno niente da invidiare ai più blasonati musei. Inoltre il contesto naturale valorizza ancora di più l’insieme: mi viene in mente Staglieno, un connubio di bellezza naturale, poesia decadente e romantica che a distanza di secoli continua a splendere ed affascinare chi lo visita.

STAGLIENO Ezio Rigacci 1912
STAGLIENO Ezio Rigacci 1912

Il cimitero che ti ha lasciato davvero senza fiato?
Rischio di ripetermi…penso che, tra tutti quelli visitati finora, Staglieno sia quello che continua a sorprendermi per la sua incredibile ricchezza e maestosità. Ma non voglio fare classifiche: ho visitato molti cimiteri italiani e altri ne mancano ancora all’appello. Ognuno ha una particolarità, un’allure che lo rende interessante, per il contesto in cui si trova, per gli scultori che lo hanno abbellito con le loro opere.
Essendo di Milano sono affezionato, chiaramente, al Monumentale, dove vado appena posso ed è sempre piacevole scoprire opere che non conoscevo oppure che avevo visto quasi di sfuggita.

CM MILANO A.ARGENTI MONUMENTO  CLERICI 1891
CM MILANO A.ARGENTI MONUMENTO CLERICI 1891

Ultimo cimitero visitato?
Sono stato di recente a Barcellona e ho avuto l’occasione di visitare il Cimitero di Poble Nou.

Cosa ti ha colpito di questa esperienza?
L’impressione è stata di una certa freddezza, dovuta anche all’impianto neoclassico, contrastata dalla luminosità estrema dell’ambiente (siamo pur sempre nel Mediterraneo) insieme ad un effetto quasi surreale di alcune statue e mausolei che, probabilmente per via del materiale utilizzato, sembrano quasi sciogliersi.
Confesso che buona parte dell’attrattiva di quel cimitero era legata alla fama della sua scultura più importante, “El beso de la Muerte”.
Non nego che l’impatto è stato forte: il bianco abbacinante del marmo che spicca contro il cielo azzurro, la sensualità e insieme la repulsione che si prova osservando la scena. I muri del recinto sono tutti densi di sepolture, fa una certa impressione vedere questo affollamento di riquadri chiusi da un vetro e spesso senza fotografie.

EL BESO DE LA MUERTE Jaume Barba 1930 POBLE NOU
EL BESO DE LA MUERTE Jaume Barba 1930 POBLE NOU

Sogni nel cassetto?
Mi piacerebbe pubblicare un libro fotografico, una specie di antologia fotografica delle foto fatte in questi anni. Per ora rimane un sogno perché i costi di pubblicazione e distribuzione non sono certamente pochi.

Come è possibile contattarti? Non si sa mai che qualche appassionato possa aiutarti a realizzare il tuo sogno!
Sarebbe una bellissima sorpresa! E’ possibile contattarmi attraverso il mio sito internet www.marcocasiraghi.com, che riporta la mia e-mail info@marcocasiraghi.com
Oppure attraverso la pagina facebook www.facebook.com/marcocasiraghiphotography

Facendo un grosso in bocca al lupo a Marco per il suo suggestivo progetto, lo ringrazio e mi preparo a partire per…Barcellona! Il caso ha davvero voluto che riuscissi a finire questa intervista appena prima di preparare la valigia. Vamos!

Cimitero Poble Nou di Barcellona
Cimitero Poble Nou di Barcellona

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

tre + 18 =