Saccello trecentesco chiesa di San Giorgio a Credaro

Il saccello di Bertolinus Paramatus, un’anomalia cromatica

Ai margini della contrada Menzana, Credaro (Bg) custodisce la chiesa di San Giorgio, un tempo chiesa cimiteriale. Un gioiello prezioso per la sua storia architettonica e il ricco apparato decorativo.

La parete più interessante è sicuramente quella nord, dove è possibile ammirare , oltre al quadriportico affrescato da Lorenzo Lotto nel 1525, un curioso saccello trecentesco: la tomba di Bertolinus Paramatus.

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Chiesa di San Giorgio a Credaro

Di questo personaggio non sappiamo praticamente nulla, ma l’aspetto che colpisce chiunque si trovi di fronte a questa strana struttura, è l’uso davvero curioso dei materiali impiegati per la sua costruzione.

Il rivestimento, realizzato con pietra di Credaro e Marmo di Zandobbio, restituisce un motivo bicromo, che subito porta alla memoria la decorazione di famose strutture medievali della Toscana.

Perché un gusto del genere venga proposto in un paese della Provincia di Bergamo è ancora un mistero tutto da svelare.

San Giorgio è una piccola chiesa dal grande fascino e la sua storia affonda in un passato molto lontano.

Le tracce più antiche testimoniano l’esistenza di una chiesa ad aula unica, di dimensioni minori e con abside rettangolare, già in età preromanica (VIII e il IX sec d.C.).

Durante l’XI secolo d.C. avvengono i primi cambiamenti significativi: viene eretto il campanile, l’abside assume la tipica forma semicircolare e la chiesa viene ampliata verso nord.

Nel corso del XV secolo l’edificio muta nuovamente: la volumetria aumenta sia in direzione ovest, ove nel 1452 viene probabilmente ultimata la facciata, sia in altezza, come testimoniano i segni ancora oggi presenti nella trama muraria.

Il nuovo soffitto viene poi impreziosito, nella zona absidale, da tavelle in cotto elegantemente decorate, mentre la parete sud viene arricchita con una cappella e un altare, entrambi dedicati a Santa Caterina.

Allo scoccare del primo quarto del secolo Lorenzo Lotto viene chiamato a decorare il quadriportico esterno con una Natività con i Santi Rocco e Sebastiano, a cui si aggiunge il San Giorgio collocato sull’arco trionfale.

All’interno della chiesa è inoltre possibile ammirare un numero significativo di affreschi realizzati durante il corso di ben sei secoli. L’affresco più antico è l’Annunciazione risalente all’XI secolo. L’immagine, inquadrata lateralmente da due colonne tortili, mostra influenze orientali e ricalca lo schema bizantino nel quale la Madonna viene sorpresa dall’angelo annunciante nell’atto di filare, all’interno di un Tempio. Mentre l’Annunciazione, collocata sopra l’arco trionfale, risale alla prima metà del ‘300.

Lungo le pareti nord e sud si alternato affreschi votivi risalenti alla metà del XV secolo: San Bartolomeo, Santa Lucia, San Defendente, San Bernardino, Santo Stefano, Sant’Agostino, Sant’Andrea e una meravigliosa Madonna della Misericordia, quest’ultimo soggetto molto antico, in cui la Vergine viene raffigurata nell’atto di accogliere e proteggere i fedeli sotto il proprio manto.

Il tutto incorniciato da due splendide fasce decorate a grottesche risalenti alla II metà del ‘500, tra esseri mostruosi e chimere.

Decorazioni a grottesche Chiesa di San Giorgio Credaro
Decorazioni a grottesche Chiesa di San Giorgio Credaro

Con il XVI secolo inizia il declino della chiesa: nel 1587 a Credaro viene edificata la nuova parrocchiale del Corpus Domini, costruita in un luogo più vicino al centro abitato.

 

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