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Mausoleo Morandi-Tirandi, capolavori del Vantiniano

Il Cimitero Vantiniano di Brescia, tra i suoi tanti tesori, custodisce anche il Mausoleo Morandi-Tirandi, che al suo interno rivela una forma ottagonale ricca di significati.

Tale scelta ha origini molto antiche: l’ottagono era la forma destinata ai mausolei e ai battisteri, in quanto risultato della rotazione della forma quadrata, dove il quadrato è simbolo della dimensione terrena e il cerchio è il simbolo della dimensione divina. Sia il mausoleo che il battesimo rappresentano i luoghi per eccellenza dove avviene il passaggio tra una dimensione e l’altra. Anche il battesimo infatti rappresenta la morte dell’uomo peccatore a favore della nascita di quello cristiano.

Sull’altare, un tempo era collocata una tela raffigurante la Deposizione, con tre figure velate in atto di mostrare il corpo di Cristo al fedele, attualmente è in restauro.

Uno degli aspetto più interessanti di questo mausoleo è sicuramente la decorazione interna. Acquistato nel 1912 dalla famiglia Morandi-Tirandi, il mausoleo venne decorato nel 1913 da Gaetano Cresseri, pittore bresciano, che si servì di diverse tecniche.

La volta della cupola è la parte meglio conservata e presenta un tripudio di angeli oranti che emergono da un verdeggiante prato fiorito di margherite e si stagliano su un cielo blu intenso. Le teste sono incorniciate da aureole a rilievo in stucco dorato.

La composizione pittorica è eccezionale per la qualità del disegno che risente dei Nazareni e dello stile secessionista, alimentato dalla presenza di Klimt alla Biennale Veneziana del 1910. Le figure mostrano un andamento sinuoso, ritmico combinato a quella delicatezza liberty esaltata da colori preziosi colori e dorature di matrice bizantina.

Nei pennacchi, sono state inserite delle foglie di palma stilizzate, legate da nastri, che simboleggiano rispettivamente il martirio (la palma ) e la resurrezione (i nastri).

 

Il Mausoleo dell’arciduca Giovanni d’Austria a Scena

Edificato tra il 1860 e il 1869, il Mausoleo dell’arciduca Giovanni d’Austria, Johann von Österreich nella lingua locale, rappresenta la realizzazione di un desiderio espresso in vita dallo stesso arciduca: essere sepolto in Tirolo insieme alla famiglia.

Progettato dall’architetto viennese Moritz Wappler, l’edificio è uno dei primi e più interessanti edifici sacrali neogotici del XIX secolo, per questo è senza dubbio la tappa ideale per un itinerario cimiteriale dedicato ad uno stile così affascinate e inquietante allo stesso tempo. 

Vista la straordinaria collocazione, per la sua realizzazione venne appositamente creata una terrazza artificiale. I materiali scelti sono la pietra arenaria rossa e il granito di Monte Ivigna.

La parte superiore dell’edificio funebre è occupata dalla cappella consacrata a San Giovanni mentre, nella parte inferiore, la cripta, coperta da volte con nervature a croce , custodisce il sarcofago dell’arciduca e della moglie Anna Ploch, riccamente decorato. Continua la lettura di Il Mausoleo dell’arciduca Giovanni d’Austria a Scena